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La supercompensazione:  l’importanza del fattore “recupero”

di Filippo Spolverato

La supercompensazione è il processo fisiologico che porta il corpo da una condizione di catabolismo, indotta dallo stress dell’allenamento ad una condizione anabolica dovuta all’adattamento muscolare.

Un allenamento intenso, infatti, mette i muscoli in una situazione di difficoltà rispetto al carico sollevato ed incentiva il corpo a migliorarsi per non trovarsi impreparato in una situazione futura, che corrisponde al prossimo allenamento, aumentando quindi le performance in gara.

 Le varie strutture anatomiche quindi, non ritorneranno alla situazione di partenza, ma si creerà un nuovo equilibrio ad un livello leggermente superiore, con delle modifiche strutturali, anatomiche, metaboliche ed ormonali.

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L’immagine sopra rappresenta come avviene la supercompensazione, è evidente come l’allenamento causa un calo delle prestazioni dovuto allo stress muscolare indotto che diminuisce nei giorni successivi attraverso il riposo, che porta alla rigenerazione dei meccanismi energetici e delle componenti muscolari interessate.

E’ quindi molto importante capire la funzione del riposo, che permette tutti questi processi rigenerativi, bisogna infatti dosare gli sforzi e distribuire e programmare al meglio gli allenamenti nel tempo. Se la seduta di allenamento successiva avverrà quando la supercompensazione muscolare è ancora in corso si rischia di affaticare troppo l’organismo rischiando di portarlo al sovrallenamento, una condizione caratterizzata da una perdita di forza e di motivazione che mette a rischio tutta la programmazione su base “macrociclica” fatta fino a quel momento.

Il sovrallenamento è un problema enorme che si traduce in delusione, lesioni e frustrazione per ogni sportivo che ne incorre, peggio se inconsapevolmente.

 Spiegherò ora di cosa si tratta, come riconoscere i sintomi e soprattutto come prevenirli.

Il sovrallenamento, noto anche come sindrome da sovrallenamento, avviene principalmente quando ci si sta allenando troppo con troppo poco riposo, o meglio senza una programmazione sensata.

Ci alleniamo per suscitare una risposta di recupero e riparazione, che porta il nostro corpo a diventare più forte, in grado di passare ad un livello superiore la prossima volta.

Non potremmo pensare di poter migliorare atleticamente senza programmare delle sessioni di recupero, dato che fondamentalmente è proprio in quei momenti che avviene il condizionamento. Questo è il momento in cui diventiamo più forti e performanti.

Idealmente, chi si occupa di preparazione atletica, programma e studia microcili di allenamento, per creare uno stress fisico importante e poi dargli il tempo sufficiente per recuperare.

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